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	<title>Moving Frosinone&#124; Il corpo prende forma &#187; posturale</title>
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		<title>Rieducazione Posturale Mezieres o Ginnastica posturale mezieres</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 14:12:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La rieducazione Posturale Mezieres ha origini nel dopoguerra per mano della fisioterapiasta Françoise Mézières. IL metodo Mezieres (chiamato anche Rieducazione posturale Mezieres) ha lo scopo di normalizzare secondo alcuni criteri la struttura di un corpo,lavorando essenzialmente tramite il gioco di retrazione e accorciamento delle catene muscolari colpevoli di tutti quei dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La rieducazione Posturale Mezieres ha origini nel dopoguerra  per mano della fisioterapiasta Françoise Mézières.<br />
IL metodo Mezieres (chiamato anche Rieducazione posturale Mezieres) ha lo scopo di  normalizzare secondo alcuni criteri la struttura  di un corpo,lavorando essenzialmente tramite il gioco di retrazione e accorciamento delle catene muscolari colpevoli di tutti quei dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, ecc) che affliggono la maggior parte della popolazione mondiale.<br />
“Spesso la causa del problema che affligge la persone è distante da dove si manifesta!”</p>
<p>L’esempio più classico per definire il compenso che provoca un dolore di qualsiasi forma, può essere trovato in una persone che accusa magari un dolore dovuto ad una contusione al ginocchio:</p>
<p>“Si piegherà, magari zoppicando, ma riuscirà in qualche modo il corpo a modificarsi per permettere al soggetto di deambulare”.</p>
<p>“Il male non è mai là dove si manifesta”, dixit Mézières.</p>
<p>Risulta così evidente l’inutilità spesso  di una terapia mirata esclusivamente  ai sintomi, quando si parla di una patologia cronica instauratasi magari negli anni.<br />
La rieducazione posturale mezieres ha come scopo quindi quello di allentare le tensioni muscolari e ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati mettendo il paziente in posizioni facilitanti l’allungamento delle catene , esercitando una trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari ed impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni e gli adattamenti.<br />
rieducazione posturale MezieresQueste posizioni globali e totali (Particolari posizionamenti)devono essere tenute con grande rigore e per un tempo abbastanza lungo  e associate ad un lavoro d’espirazione che combatte le lordosi ed allunga il diaframma anch’esso un muscolo molto importante per la statica. L’allungamento prolungato della muscolatura interessata, in un tempo sufficiente per tutta la durata della seduta porterà ad un fluage ovvero ad un allungamento che non ritorna nella posizione iniziale (i pazienti avvertono la sensazione di uno stretching prolungato).</p>
<p>Ogni  seduta di rieducazione posturale Mezieres risulta così abbastanza faticosa,per il soggetto che la esegue, ma al termine avvertirà un sollievo importante non soltanto lungo la colonna ma anche nei distretti più lontani.</p>
<p>Può essere utile nel trattamento della scoliosi, lombalgie, cervicalgie, dolori ai piedi ,trattamento del morbo di Morton,dorsalgie, sciatica, nel trattamento post chirurgico di spalla e anca ed altre patologie…</p>
<p>Eventualmente può essere effettuata una seduta di Fisioterapia a domicilio, nel caso in cui il paziente trovasse più comodo essere trattato nelle mura domestiche</p>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 13:54:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scoliosi: cause e conseguenze La scoliosi è causata da una deformazione oppure da una postura scorretta e le conseguenze possono arrivare a diversi livelli di gravità: può essere un semplice fastidio ma può anche arrecare danni alla schiena, arrivando a rappresentare una vera e propria patologia. Per intervenire si possono intraprendere due strade: quella dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scoliosi: cause e conseguenze</p>
<p>La scoliosi è causata da una deformazione oppure da una postura scorretta e le conseguenze possono arrivare a diversi livelli di gravità: può essere un semplice fastidio ma può anche arrecare danni alla schiena, arrivando a rappresentare una vera e propria patologia. Per intervenire si possono intraprendere due strade: quella dei tutori ortopedici e quella della ginnastica posturale. Gli esercizi che appartengono alla seconda opzione hanno una finalità correttiva e sono volti ad intervenire sul disallineamento della colonna vertebrale.<br />
Ginnastica posturale per la scoliosi</p>
<p>I movimenti che permettono di correggere la scoliosi hanno caratteristiche particolari ma possono essere svolti praticamente in qualsiasi posizione: sdraiati, seduti, carponi o eretti. L’obiettivo è allungare il muscolo e per farlo occorre stimolarlo: quali sono dunque gli esercizi più efficaci? Il primo da consigliare va eseguito supini, con le ginocchia piegate. La mano destra deve spingere sulla mano sinistra e viceversa, sollevando da terra solamente la nuca. Nella stessa posizione si possono appoggiare i piedi al tappeto tenendo anche e ginocchia a 90 gradi. Tenere la posizione per qualche secondo e poi rilassarsi, ripetendo ripetutamente l’esercizio.Esercizi correttivi e altri metodi</p>
<p>In piedi, appoggiati con la schiena su una parete e le gambe sufficientemente distanziate, appiattire la regione lombare schiacciandola su di essa. Tenere la posizione per diversi secondi. Per alcuni esercizi potrebbe essere utile anche l’utilizzo di un pallone: seduti sopra di esso, una seconda persona deve cercare di farvi perdere l’equilibro mentre il soggetto cerca di mantenere la posizione di partenza sforzando l’intera muscolatura dorsale</p>
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		<title>Emicrania, sintomi, cause e rimedi: Prova con l’osteopatia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 13:50:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Emicrania: definizione L’Emicrania è una patologia neurologica cronica caratterizzata da cefalee ricorrenti, moderate o gravi, spesso associate a una serie di sintomi di tipo neurovegetativo e l’ipersensibilità agli stimoli neurosensoriali. Si tratta di un disturbo comune che può colpire fino a una donna su cinque e un uomo su 15. In genere il mal di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Emicrania: definizione</p>
<p>L’Emicrania è una patologia neurologica cronica caratterizzata da cefalee ricorrenti, moderate o gravi, spesso associate a una serie di sintomi di tipo neurovegetativo e l’ipersensibilità agli stimoli neurosensoriali. Si tratta di un disturbo comune che può colpire fino a una donna su cinque e un uomo su 15. In genere il mal di testa è monolaterale e di natura pulsante, con una durata che può variare da 2 a 72 ore.<br />
Emicrania sintomi: associati al mal di testa possono comparire nausea, vomito, fotofobia (aumento della sensibilità alla luce), fonofobia (aumento della sensibilità al suono) e il dolore generalmente si aggrava a seguito dell’attività fisica.</p>
<p>FANS (Antinfiammatori) e Analgesici: l’approccio farmacologico nella cura dell’emicrania</p>
<p>Sebbene non specifici, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) si inseriscono a buon diritto nell’armamentario terapeutico dell’attacco emicranico, somministrati spesso in associazione con antiemetici. Inoltre essi trovano applicazione in quei pazienti in cui l’uso di farmaci specifici (triptani e derivati dell’ergot) è controindicato dalla presenza di patologie cardiovascolari. Le loro proprietà antidolorifiche garantiscono l’assenza di effetti collaterali che caratterizzano gli oppioidi e gli steroidi. Il paracetamolo rappresenta il farmaco di scelta in corso di gravidanza e comunque è controindicato in presenza di grave epatopatia e nefropatia. Le controindicazioni agli antinfiammatori sono note e riguardano principalmente il rischio di sanguinamento gastrico.</p>
<p>Questa terapia ha lo scopo di bloccare la crisi di emicrania, una volta che questa è iniziata, nel più breve tempo possibile. Rappresenta l’approccio migliore quando la frequenza degli episodi non sia elevata e, comunque, quando gli attacchi siano prontamente risolti dalla terapia sintomatica e la compliance del paziente nei confronti di terapie di profilassi non sia soddisfacente. Il rischio di eccessivo uso di farmaci in pazienti con elevata frequenza di crisi impone di disegnare la profilassi migliore nei pazienti meno disponibili a tali trattamenti, in modo da renderla il più possibile accettabile e sopportabile.</p>
<p>Emicrania e l’approccio dell’osteopatia</p>
<p>La comprensione ed il trattamento delle algie cranio-facciali presuppongono la conoscenza dell’innervazione dolorifica del cranio, alla base della sintomatologia. Sono chiamati in causa il sistema trigeminale e le prime radici del plesso cervicale, deputati all’innervazione dolorifica extra-cranica ed intra-cranica (sovra-tentoriale per il trigemino, rami meningei della branca oftalmica; sotto-tentoriale per i rami meningei dei nervi cervicali sensitivi). I generatori di dolore cranico pertanto sono tutti i tessuti dotati di nocicettori (compresi dura madre e pareti dei grossi vasi in prossimità della base cranica), i nervi cranici e le stazioni della via del dolore a livello centrale (sostanza reticolare, talamo, corteccia parietale), in quanto un’alterata modulazione provoca un’alterata percezione.</p>
<p>Premesso ciò, non si possono non richiamare i principi enunciati dal fondatore dell’osteopatia Andrew Taylor Still, in particolare la legge di causa-effetto che regola la condizione di salute-malattia. “L’Osteopata va alla ricerca delle cause che portano all’aumento della stimolazione di nocicezione cranica”. Tali cause potranno essere identificate in numerosi ambiti quali, ad esempio, una deviazione dalla norma dell’afflusso arterioso e/o del deflusso venoso cranico; una condizione mentale anormale, intesa in senso lato e funzionale, con ripercussioni su altri meccanismi; una disfunzione cranica a carico dell’orbita o delle alte vie aeree; anomalie di organi o strutture extra-craniche come colonna cervicale, osso sacro, mediastino; anomalie degli organi addominali.</p>
<p>Sono esempi che sottolineano ancora una volta come ogni paziente sia unico e, come tale, deve essere valutato e trattato. Le più recenti acquisizioni in ambito specialistico (- Bendtsen, Jensen 2010) raccomandano un approccio alla cefalea di tipo empirico, il più possibile integrato (nutrizione, psicoterapia, biofeedback, relaxation training…) e personalizzato, trattandosi di una patologia multifattoriale; il trattamento manipolativo osteopatico risponde per definizione ai criteri di olismo ed approccio individuale.</p>
<p>Conclusione</p>
<p>L’emicrania, che affligge un gran numero di persone con incidenza maggiore nel sesso femminile, è una patologia complessa multifattoriale e quindi caratterizzata da problematiche che spesso nemmeno la medicina primaria riesce ad inquadrare.</p>
<p>L’esclusivo trattamento farmacologico, anche quando coerente secondo i canoni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è inefficace nella risoluzione completa del problema ed è ricco di potenziali effetti collaterali. Non si conoscono esattamente i meccanismi fisiopatologici ed i pazienti perdono la speranza e la fiducia nella medicina tradizionale.</p>
<p>Grazie agli importanti spunti raccolti al congresso nazionale sulle “terapie non farmacologiche e integrate per la cura delle cefalee” svoltosi a Firenze il 9 aprile 2016 dalla SIPNEI, è stato possibile condurre un’analisi più completa . In tale contesto rientra sicuramente l’osteopatia che ha dimostrato avere una buona efficacia con pochissime se non nulle controindicazioni. Sono stati analizzati quattro articoli in merito all’OMT (Osteopathic Manipulative Treatment) , tre di questi hanno potere analitico in quanto RCT, il quarto è uno studio pilota, per un successivo lavoro sperimentale altrettanto importante. I risultati dei quattro articoli sono stati pressoché tutti concordi, con leggere differenze dovute probabilmente agli outcome valutati e i metodi di sperimentazione utilizzati. In tutti si è riscontrato un miglioramento dei giorni senza cefalea e una minor frequenza dell’insorgenza degli attacchi statisticamente significativo. Negli studi analizzati, i pazienti hanno potuto anche ridurre i farmaci in seguito al trattamento osteopatico fino ad ottenere notevoli miglioramenti per quanto riguarda le disabilità nella vita quotidiana e al lavoro, conseguendo anche un miglioramento del benessere psico-fisico.</p>
<p>In termini di osteopatia, se è vero che gli studi analizzati sono confortanti sull’efficacia della stessa, è anche vero che sono ancora troppo pochi per poter aver una cospicua rilevanza nel mondo scientifico. La ricerca nel mondo osteopatico è ancora poco sviluppata a differenza di altre discipline, inoltre ci sono parecchie complicazioni di ordine burocratico e gestionale dei trial, tuttavia gli studi ci danno la controprova che con una buona equipe è possibile ricavare dati sensibili.</p>
<p>Sarebbe molto interessante paragonare l’efficacia del trattamento osteopatico rispetto a quella di un trattamento farmacologico con triptani. Infatti come detto prima, i triptani spesso hanno effetti avversi, mentre l’osteopatia, seppur operatore-dipendente, ha un livello di rischio praticamente nullo proprio perché lavora per ridare resilienza al paziente.</p>
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		<title>Lombalgia e Osteopatia</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 13:12:06 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Viene definita Lombalgìa (termine composto da “lombo”, che fa riferimento alla zona lombare) e “algia” (dolore), ogni dolore che, determinato da cause diverse, ha come punto d’insorgenza la regione lombare. Viene stimato che solo il 15% circa delle lombalgie abbia cause specifiche, mentre il restante 85% sarebbe imputabile a cause non specifiche legate allo stile di vita come posture e movimenti scorretti, stess fisici o psicologici, assenza di movimento e sedentarietà. Si tratta in questi casi di lombalgia aspecifica. La lombalgia aspecifica è molto comune nei paesi occidentali più industrializzati, circa l’80% degli adulti infatti ne fanno esperienza durante la loro vita, e gli effetti dal punto di vista economico (assenteismo al lavoro) sono enormi, così come quelli legati alla qualità della vita sono sostanziali.</p>
<p>Esistono fondamentalmente due tipi di lombalgia: acuta o sub-acuta e cronica.</p>
<p>Nella loro forma acuta gli episodi lombalgici tendono a risolversi anche senza interventi esterni ed hanno una durata che va da pochi giorni a poche settimane. Le cause sono spesso meccaniche e riguardano i tessuti muscolari, legamentosi, discali, laddove il dolore fa parte del naturale processo infiammatorio di guarigione. Questi episodi sono fondamentalmente un segnale di allarme, una reazione di difesa ed un invito a cambiare posizione (postura), il dolore ha quindi un ruolo protettivo per impedire movimenti che possono causare danni. L’infiammazione presente in questi casi altro non è che un processo fisiologico e naturale: i processi chimici e fisici che hanno luogo hanno lo scopo di portare elementi necessari alla guarigione, ragion per cui questo processo non andrebbe ostacolato ma compreso e sostenuto nel suo lavoro di pulizia e guarigione.</p>
<p>Il passaggio dalla forma acuta a quella cronica è dato da fattori di rischio definiti secondari che possono essere sia fisici che psichici e sociali. Una scorretta gestione del corpo e della postura per periodi lunghi, la mancanza di attività fisica, eccesso di peso, disturbi dell’apparato locomotore, una diminuita mobilità articolare. Tra i fattori psichici e sociali troviamo lo stress, la depressione, l’insoddisfazione professionale, eventuali disagi sociali.</p>
<p>Potremmo dire che se i segnali/suggerimenti che il corpo invia attraverso i sintomi in fase acuta non vengono colti, alla lunga la capacità del corpo di “sopportare” e reagire attivamente diminuisce, le risorse dell’organismo per far fronte ad una situazione non ottimale si esauriscono lasciando spazio ad una fase cronica che può durare oltre i 3 mesi, anche in assenza di reali lesioni. A questo punto il dolore diventa autonomo, presente anche in assenza di infiammazione. A differenza del dolore acuto che è un sintomo di qualcos’altro, il dolore cronico diventa un complesso puzzle dato da problemi fisici, psicologici e sociali.</p>
<p>Le ultime linee guida raccomandano infatti l’utilizzo di un modello biopsicosociale nella valutazione e nel trattamento, il quale comprende aspetti comportamentali, psicologici e sociali, come fattori che possono indurre la persistenza del dolore e della disabilità. Le evidenze raccomandano come prima linea di trattamento l’esercizio e la mobilizzazione fisica, assieme alla gestione della dimensione psichica del disturbo, tramite psicoterapia ed altre tecniche di gestione dello stress e del dolore. Sempre più viene ritenuto valido un approccio multidisciplinare, che tenga conto dei numerosi fattori che in un essere umano possono portare all’insorgenza del mal di schiena e del suo persistere.</p>
<p>Sicuramente il mantenimento di una buona postura è fondamentale, ma ancor di più lo è il movimento: l’assenza di movimento di posture statiche per tempi prolungati (a sedere o in piedi) sono deleteri perché mantengono uno stress e tensioni continuative alle strutture anatomiche. L’organismo infatti sta bene se può muoversi liberamente, se riceve stimoli sensoriali diversi (in particolare nuovi e piacevoli). Quindi il dolore lombare non è ascrivibile al mero danno tissutale, che può anche non esserci, ma nasce da ciò che vive una persona durante la vita, nella totalità del suo organismo.<br />
L’approccio osteopatico:</p>
<p>Innanzitutto occorre ricordare che l’osteopata si prende cura della persona, non della patologia. Sono infatti innumerevoli i fattori che differenziano le persone (età, sesso, occupazione, stile di vita, attività fisica o mancanza di essa, abitudini quotidiane, dieta, predisposizioni, traumi fisici o psichici, eventuali patologie o disturbi, esperienze presenti e passate, ecc…) e fanno sì che l’organismo adotti strategie uniche per rispondere al meglio alle necessità quotidiane.</p>
<p>Gli approcci classici più riduzionistici stanno lasciando sempre più il passo ad approcci terapeutici integrati ed efficaci che tengono conto della complessità ed unicità dell’essere umano. La lombalgia, come del resto ogni altro disturbo al quale può andare incontro una persona, può essere efficacemente affrontata solo tenendo conto di questa complessità, valutando ogni aspetto, fisico e non, considerando tutte le variabili e concause che sfociano nella manifestazione del sintomo.</p>
<p>    L’osteopatia, essendo una medicina manuale fortemente incentrata sulla persona, non si avvale perciò di protocolli o interventi standardizzati, ma attraverso un’accurata anamnesi ed una diagnosi “osteopatica”, ricerca nella persona quelle strutture anatomiche/funzionali che hanno portato ad un squilibrio che si manifesta come “lombalgia”.</p>
<p>Chiedendosi continuamente “perché?” l’osteopata cerca di risalire la catena causale di eventi e concause che hanno condotto allo stato presente, cercando di individuare quei fattori (postura, abitudini, stato dell’apparato digerente, abitudini alimentari, fattori psicosociali, traumi attuali o pregressi, sequele di interventi chirurgici, ecc…) che hanno creato condizioni tali per cui il corpo manifestasse gli attuali sintomi lombalgici. Ad esempio tra le cause della lombalgia possiamo trovare un problema a livello viscerale (intestino, vescica, utero/ovaie, reni, ecc.) che per via anatomica, vascolare o nervosa, si ripercuote sulle strutture lombari, oppure una cicatrice addominale (da intervento chirurgico, cesareo, ecc.) che può alterare il movimento di varie strutture anatomiche, oppure stati ansiosi che creano un’alterata funzione del diaframma toracico, il quale a sua volta si ripercuote sulla zona lombare, ecc…</p>
<p>Successivamente all’anamnesi viene eseguita un’indagine palpatoria dei tessuti e dei test osteopatici per valutare l’effettivo stato di tensione e mobilità delle varie strutture anatomiche.</p>
<p>Il trattamento osteopatico vero e proprio si avvale di varie tecniche ed approcci indirizzati ai vari tessuti corporei o agli organi viscerali. In base alle specificità del paziente, al momento storico e alle condizioni dei tessuti, l’osteopata sceglierà l’approccio e le tecniche più pertinenti per il miglior risultato possibile. Normalizzando le disfunzioni di mobilità ed influenzando le funzioni neurovegetative, l’approccio osteopatico ha effetti significativi sulla lombalgia sia acuta che cronica, in quanto mira a comprendere ed agire sui legami che la zona lombare ha con il resto dell’organismo e con lo stile di vita di una persona.</p>
<p>L’osteopatia può anche avere un’importante azione preventiva: l’osteopata può infatti individuare quelle zone corporee che per varie ragioni non svolgono correttamente il loro lavoro. Individuando precocemente queste “disfunzioni osteopatiche” si può scongiurare un’eventuale evoluzione verso forme croniche più difficili da affrontare.</p>
<p>Il trattamento osteopatico in caso di lombalgia è indicato in tutte le età, può risultare molto benefico durante la gravidanza, periodo in cui spesso insorgono dolori lombari, e nel post-parto. Le uniche eccezioni sono date da condizioni particolari che presentano “Red Flags” (bandiere rosse), ovvero segnali di rischio che già in fase anamnestica indicano controindicazioni o la necessità di un consulto medico tempestivo.</p>
<p>Vale infine la pena sottolineare gli importanti suggerimenti emersi da tre articoli recentemente pubblicati da “The Lancet”, prestigiosa rivista scientifica inglese, dedicati alla lombalgia. Come prima linea di trattamento sono indicati la mobilizzazione fisica (che include l’osteopatia) e l’esercizio, assieme alla gestione del dolore nella sua dimensione psichica (percezione del dolore), tramite le varie tecniche di gestione dello stress (ad esempio la Mindfulness Based Stress Reduction) e la psicoterapia. Riguardo ai rimedi farmacologici vengono sconsigliati paracetamolo e cortisone, mentre viene mostrato che antiepilettici e miorilassanti non hanno evidenze di efficacia.</p>
<p>Il Lancet, sulla base delle numerose evidenze scientifiche prese in esame, vuole sottolineare l’efficacia di un approccio bio-psico-sociale, di valutazione e trattamento integrato centrato sul paziente, basato sull’educazione al movimento e il controllo del dolore, sull’utilizzo di terapie integrate e approcci manuali in sostituzione alla terapia farmacologica che non deve essere mai una prima scelta.<br />
Frosinone frosinone</p>
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		<title>GINNASTICA POSTURALE</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 15:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Laviola]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa disciplina ha un obiettivo ben preciso: migliorare la postura attraverso il rinforzo del tono muscolare. Ma perché è così importante? Perché la postura è sempre più legata a problemi di natura muscoloscheletrica (e non solo), dal mal di schiena alla scoliosi. È quindi necessario prendersene cura. La ginnastica posturale, che sia antalgica (contro il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Questa disciplina ha un obiettivo ben preciso: migliorare la postura attraverso il rinforzo del tono muscolare. Ma perché è così importante? Perché la postura è sempre più legata a problemi di natura muscoloscheletrica (e non solo), dal mal di schiena alla scoliosi. È quindi necessario prendersene cura.</p>
<p>La ginnastica posturale, che sia antalgica (contro il dolore) o a scopo preventivo, ci aiuta a farlo attraverso trattamenti dedicati ai muscoli statici e dinamici del nostro corpo, le strutture deputate al sostegno e al movimento. Questi muscoli possono infatti andare incontro a rigidità, accorciamenti e debolezza, condizioni che hanno effetti negativi diretti sulla nostra postura.</p>
<p>Ci sono quindi esercizi di ginnastica posturale per:</p>
<p>    la cosiddetta muscolatura antigravitaria (come quella paravertebrale e quella addominale), che ci permette di stare in piedi e mantenere una certa postura;<br />
    la muscolatura respiratoria, poiché la postura corretta si basa anche sulla respirazione corretta;<br />
    la muscolatura stabilizzatrice del bacino, per mantenere il bacino in posizione corretta durante la deambulazione.</p>
<p>A cosa serve la ginnastica posturale?</p>
<p>Se pensi che la postura può essere considerata il riflesso delle condizioni psicofisiche di una persona, ti è subito chiaro quanti possono essere i benefici della ginnastica posturale.</p>
<p>L’educazione e la rieducazione posturale sono utili a qualsiasi età. Infatti esiste la ginnastica posturale per i bambini e per i ragazzi, così come la ginnastica posturale per gli anziani.</p>
<p>Per quanto riguarda i piccoli, il loro sviluppo psicomotorio dovrebbe sempre essere monitorato attraverso un’attenta osservazione da parte dei genitori. Quando si rilevano posture viziate o atteggiamenti alterati è opportuno rivolgersi a uno specialista. Visto che parliamo di bambini e ragazzi, ti consiglio di leggere l’articolo che ho dedicato allo zaino scolastico.</p>
<p>In generale, la ginnastica posturale è utile per la cervicale, contro dolori al collo e alle spalle, e per combattere l’odioso mal di schiena. Tieni presente che tra i principali fattori di rischio del mal di schiena ci sono la postura scorretta e la muscolatura debole, entrambi problemi che possono essere contrastati attraverso questa attività.</p>
<p>Ma la ginnastica posturale può essere svolta anche in caso di scoliosi, lordosi, cifosi o ernia del disco? Sì, ma di solito è inserita all’interno di trattamenti correttivi specifici.<br />
Come fare ginnastica posturale?</p>
<p>Molte persone cercano online consigli per fare ginnastica posturale a casa. Mi sembra quindi importantissimo fare una puntualizzazione: questa attività richiede un certo grado di personalizzazione, in base alle esigenze e alle condizioni di ciascuno. Questo per due motivi:<br />
1. per ottimizzare al massimo l’efficacia degli esercizi;<br />
2. per non andare incontro a danni.</p>
<p>Mettiamo tu abbia un’ernia del disco o un’alterazione di una curva della colonna vertebrale (lordosi o cifosi). In questi casi potrebbero esserci esercizi da evitare. È per questo che ti sconsiglio la “ginnastica posturale fai da te”. Meglio rivolgersi a uno specialista che possa guidarti in un percorso ad hoc. A seconda del tuo caso specifico:</p>
<p>    dirà se fare sedute individuali o ginnastica posturale di gruppo (è sempre più diffusa nelle palestre);<br />
    indicherà eventuali esercizi di ginnastica posturale da fare a casa e gli strumenti da utilizzare (panca, palla, elastici…);<br />
    dirà quante volte a settimana fare ginnastica posturale.</p>
<p>Su quest’ultimo punto posso dirti che, per quanto riguarda gli esercizi a casa, spesso il consiglio è quello di dedicare alla ginnastica posturale pochi minuti tutti i giorni. In tal modo sarai più propenso a non abbandonare questa buona pratica.</p>
<p>Ma sono certo che ti sarai chiesto anche a chi rivolgerti. Qui di seguito ti indico alcune tra le principali figure che si occupano di ginnastica posturale:</p>
<p>    i fisioterapisti<br />
    i fisiatri<br />
    i chinesiologi<br />
    i posturologi.<a href="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez.jpg"><img src="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez-300x248.jpg" alt="mez" width="300" height="248" class="aligncenter size-medium wp-image-732" /></a></p>
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		<title>GINNASTICA POSTURALE MEZIERES</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 15:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Laviola]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il metodo Mézières fu inventato nel 1947 in Francia da una fisioterapista chiamata Françoise Mézières. Postura_squadra_supina.jpgL’approccio Mézierista in via schematica consiste prima di tutto nel normalizzare secondo alcuni criteri la forma (struttura) di un corpo, sapendo che è essenzialmente tramite il gioco di retrazione e raccorciamenti muscolari (più spesso nella parte posteriore dell’abito muscolare) che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il metodo Mézières fu inventato nel 1947 in Francia da una fisioterapista chiamata Françoise Mézières.<br />
Postura_squadra_supina.jpgL’approccio Mézierista in via schematica consiste prima di tutto nel normalizzare secondo alcuni criteri la forma (struttura) di un corpo, sapendo che è essenzialmente tramite il gioco di retrazione e raccorciamenti muscolari (più spesso nella parte posteriore dell’abito muscolare) che si manifestano i dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, ecc).<br />
Riassumendo, se la forma di un corpo è deformata la funzione che ne consegue è falsata.<br />
Se vi sono disarmonie morfologiche vi saranno compensi e/o cattive sinergie, quindi potenzialità di patologie e di dolore.<br />
Vi è un’assoluta complementarità fra il metodo Mézières e l’osteopatia. Stesso approccio/contatto del paziente (ossa, viscere, fasce, muscoli).</p>
<p>(1) Il movimento è la vita, tutte le strutture anatomiche sono in movimento le une in rapporto con le altre<br />
(2) La struttura determina la funzione<br />
(3) L’omeostasi che è la capacità dell’organismo di riequilibrarsi e di autoripararsi.</p>
<p>Molte volte il male è distante dal posto di origine, quindi non bisogna confondere la causa del male ed il sintomo! (4) Una storta della caviglia mal curata, che lascia come conseguenza, per esempio, una limitazione nell’ampiezza della flessione, dovrà compensarsi ad ogni passo:</p>
<p>in alcuni soggetti al ginocchio, che dovrà tendersi un po’ di più e forzare i legamenti generando così un dolore,<br />
in altri all’anca, i cui tessuti non potranno più sopportare la compensazione (dolore all’inguine),<br />
in altri ancora, in fondo alla colonna vertebrale (articolazione sacro-iliaca) che si troverà “sfregata” “forzata” ad ogni passo posteriore, tirando i legamenti e provocando a volte lombalgie resistenti a qualunque trattamento locale,<br />
un gran numero di altre compensazioni potranno farsi in zone a volte le più inattese.</p>
<p>Una regione dorsale e toracica può trovarsi irrigidita, e così privata della sua mobilità fisiologica, a causa di una respirazione troppo corta (generata da uno stato di ansietà o d’inquietudine permanente), per delle posizioni nel lavoro d’ufficio eccessivamente fisse, per un vecchio trauma alla schiena, per un certo “comportamento” rigido, per un’artrosi che “inchioda” un poco alla volta la regione dorsale.<br />
Così, ogni volta che occorrerà guardare indietro, fare una manovra di parcheggio tra due macchine, prendere un foglio dietro di sé in ufficio, ecc…, la quantità di movimenti necessari dovrà essere effettuata in gran parte dalla colonna cervicale, dalla regione lombare, dalle spalle, e molto poco dalla colonna dorsale poiché quasi bloccata.<br />
Se l’organizzazione compensatrice si ripartisce male, le cervicali dell’uno si troveranno sovraccaricate di lavoro e molto rapidamente doloranti (cervicalgie, torcicolli), le lombari dell’altro dovranno operare in un lavoro per il quale non hanno una vocazione primaria e potranno “bloccarsi” in occasione di un cosiddetto “falso movimento”, le spalle di un altro ancora dovranno “forzare” e, a seconda della loro suscettibilità, potranno generare dei fenomeni infiammatori cronici (peri-artrite, tendinite) (2).<br />
Si constata così che molto spesso il dolore appare in zone di compensazione e che il vero male resta nascosto nell’ombra, senza manifestarsi.</p>
<p>“il male non è mai là dove si manifesta”, dixit Mézières.</p>
<p>Risulta così evidente la ingenuità e la stupidità di una terapia che si rivolge unicamente ai sintomi nel quadro di una patologia cronica. Ed anche nei casi acuti, la vera causa delle vostre lombaggini o torcicolli si trova in parti diverse dalle lombari e cervicali.<br />
È nostro compito trovarle!(2).<br />
Molte volte un’analisi biomeccanica del genere non è possibile: il gioco dei compensi è così complesso che diventa impossibile risalire alla causa primaria. Allora l’unica guida rimane la forma la cui normalizzazione, attraverso i parametri delle “belle linee”, rappresenta l’unica strategia nei casi più intricati. E’ al raggiungimento di una forma migliore che mira il trattamento Mezieres, attraverso un lavoro strutturale fatto di posture (cioè di stiramenti), di movimenti articolanti, del “disfare” (in cui si fanno funzionare determinati gruppi muscolari senza le “cattive sinergie abituali”)(3).<br />
I principi del metodo sono semplici e logici. Ma l’attualizzazione pratica di un trattamento Mézières è molto più difficile da realizzare! Un trattamento Mézières richiede, da parte del terapista, una grande precisione ed esige un’osservazione rigorosa e minuziosa di tutto il corpo nei suoi svariati comportamenti adattativi(4).<br />
Il problema è di poter correggere la lesione principale, che è la causa dello stato del paziente, partendo dai molteplici dismorfismi e dolori di quest’ultimo, correggendo uno dopo l’altro in senso inverso i diversi adattamenti. Spesso, le lesioni principali scompaiono da sole, quando i differenti adattamenti si fissano con delle conseguenze ancora più gravi di quelle che erano state provocate dalle lesioni iniziali. Di conseguenza queste possono divenire delle lesioni principali e così di seguito….. Il mezierista diventa un terapista investigatore!</p>
<p>Svolgimento di un trattamento Mézières:</p>
<p>SCOPO: – allentare le tensioni muscolari – ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati<br />
MEZZI: – mettendo il paziente nelle posizioni di stiramento globale, esercitando una<br />
trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari ed impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni – adattamenti (chiamate anche imbrogli).<br />
Queste posizioni globali e totali devono essere tenute con grande rigore e per un tempo abbastanza lungo (a differenza dello stretching) e associate ad un lavoro d’espirazione che combatte le lordosi ed allunga il diaframma, anch’esso un muscolo molto importante per la statica.<br />
Questo lavoro d’espirazione è un metodo supplementare e potente per intensificare la tensione delle differenti catene muscolari accorciate(4).<br />
mez<a href="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez.jpg"><img src="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez-300x248.jpg" alt="mez" width="300" height="248" class="aligncenter size-medium wp-image-732" /></a></p>
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		<title>OSTEOPATIA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 15:33:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Che cosa cura l’osteopatia? La salute è ciò che di più prezioso abbiamo. Quante volte ci siamo sentiti dire che un nostro problema fisico non trova una spiegazione? L’osteopatia è una terapia manuale e olistica che, diversamente da larga parte della medicina tradizionale, guarda alla totalità della persona e non alla singola parte che accusa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa cura l’osteopatia?<br />
La salute è ciò che di più prezioso abbiamo. Quante volte ci siamo sentiti dire che un nostro problema fisico non trova una spiegazione?<br />
L’osteopatia è una terapia manuale e olistica che, diversamente da larga parte della medicina tradizionale, guarda alla totalità della persona e non alla singola parte che accusa il disturbo. Mira a correggere lo squilibrio creatosi in seguito al sintomo doloroso, per ristabilire così l’armonia e riequilibrare le tensioni; individua le aree in disfunzione e ripristina il normale funzionamento dell’organismo con la stimolazione delle capacità di recupero e di autoguarigione del corpo. L’osteopatia può curare, o prevenire, i più vari disturbi per ogni fascia di età, e collaborare a fianco di altre discipline mediche, associarsi a percorsi di fisioterapia, odontoiatria ed altro ancora. Con la riduzione del dolore, viene ridonato alla persona il suo benessere, la normalità della salute nella vita quotidiana.</p>
<p>Che cosa cura l’osteopatia:<br />
– Disturbi al sistema muscolo-scheletrico, quali cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, dolori vertebrali, articolari, costali e intercostali, dolori da traumi sportivi o incidenti stradali, ernie discali, colpi di frusta, dolori artritici, tendiniti, contratture, scoliosi, iperlordosi, ipercifosi, artrosi, problemi posturali.<br />
– Disturbi al sistema digestivo, quali acidità gastrica, ernia iatale, colite, stipsi.<br />
– Disturbi al sistema genito-urinario, quali amenorrea, sindrome post-partum, dolori mestruali.<br />
– Disturbi al sistema neurologico e neurovegetativo, quali irritabilità disturbi del sonno, nevralgie.<br />
– Disturbi al sistema circolatorio, quali problemi circolatori agli arti, congestioni venose o linfatiche.<br />
– Disturbi relativi a Orl (otorinolaringoiatria), quali rinite, sinusite cronica, vertigini, problemi di deglutizione.<br />
– Ed altro ancora: asma, sindrome del tunnel carpale, otiti, emicranie, cefalee.</p>
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		<title>OSTEOPATIA E MAL DI PANCIA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2020 15:28:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molti sono a conoscenza dell’utilità dell’osteopatia nella risoluzione di disturbi muscolari e articolari, in particolare del collo e della schiena. Molti però non sanno che buona parte di questi disturbi sono dovuti ad un’alterazione posturale, causata da una tensione anomala degli organi interni, spesso latente e non conclamata. I Visceri Per visceri si fa riferimento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Molti sono a conoscenza dell’utilità dell’osteopatia nella risoluzione di disturbi muscolari e articolari, in particolare del collo e della schiena. Molti però non sanno che buona parte di questi disturbi sono dovuti ad un’alterazione posturale, causata da una tensione anomala degli organi interni, spesso latente e non conclamata.</p>
<p>I Visceri<br />
Per visceri si fa riferimento agli organi addominali e toracici, e alle membrane connettivali che li avvolgono (spesso dette capsule). Essi sono ancorati direttamente o indirettamente allo scheletro del tronco mediante il tessuto connettivo (legamenti e fasce); quando questo si muove insieme alla colonna vertebrale, i visceri lo seguono, vincolati come sono ad esso, e ne permettono i corretti movimenti. Quando invece si presenta una restrizione di mobilità, l’organo mette in tensione la propria struttura connettivale che lo inserisce allo scheletro, impedendo un corretto movimento della colonna vertebrale. Gli organi altresì, sono costantemente messi in movimento dalla dinamica diaframmatica ad ogni atto respiratorio e quindi ne influenzano il meccanismo e a loro volta ne vengono influenzati.<br />
Mobilità e motilità viscerale<br />
Gli organi si muovono. È proprio così sono dotati mobilità: sotto la spinta meccanica del diaframma gli organi addominali e toracici subiscono delle compressioni, una sorta di “effetto pompa”, che sono notevolmente benefiche per la salute degli organi stessi. Il diaframma infatti, ad ogni atto inspiratorio ed espiratorio spinge gli organi addominali, direttamente e indirettamente collegati ad esso, in basso, e li “ritira” verso l’alto durante ogni fase espiratoria. D’altro canto ogni organo è dotato di una propria mobilità intrinseca detta motilità generata dalla memoria del movimento cellulare embriologico. In pratica questo movimento continua a ripetersi incessantemente durante tutta la vita in modo ritmico e se armonico è sinonimo di una buona vitalità dell’organo considerato.</p>
<p>Restrizioni di mobilità<br />
In osteopatia si dice: il corpo aderisce alla lesione. Questo vuol dire che se, ad esempio, ho una tensione in qualche area dell’addome, tenderò a piegarmi su quell’area in una posizione di protezione, che viene detta appunto postura antalgica. Il corpo si avvolge intorno all’area tesa. Se questa postura permane nel tempo oltre un certo periodo, le strutture miofasciali si adattano a questa nuova situazione, creando una “restrizione” di mobilità che porta a delle limitazioni nei movimenti opposti. Esempio classico è quello delle posture che assumono i pazienti affetti da esofagite da reflusso o ernia iatale, che presentano una postura in chiusura anteriore con associato un incurvamento in avanti delle spalle: ciò comporta una impossibilità nel mantenere una posizione eretta e a un sovraccarico dell’area dorsale con presenza di dolore.Sono stati studiati e sono in via di sperimentazione gli effetti che alcune intolleranze alimentari possono creare sulla postura generando modificazioni posturali come nelle scoliosi.</p>
<p>Qual’è la causa delle restrizioni?<br />
Ciò può accadere per diverse motivazioni.Esiti di interventi chirurgici. Può accadere che le cicatrici non guariscano in modo ottimale, portando alla presenza di aderenze anche profonde, che spesso non vengono notate; infatti nel punto dove viene fatta un incisione non è solo la pelle ad essere tagliata, più tessuti in profondità vengono coinvolti (il corpo è costituito di strati di tessuti sovrapposti: la pelle, il grasso, la fascia connettivale, i muscoli, gli organi, ecc.), e spesso accade che su un altro strato si vengano a creare delle aree di tensione importanti, spesso sottovalutate.</p>
<p>Infezioni da batteri o virus. Possono danneggiare gli organi che vanno a coinvolgere, in particolare la loro membrana di rivestimento; lo si può notare quando durante il trattamento viscerale la persona riprova le stesse sensazioni che ha avuto durante la malattia, ma ricevendone in seguito notevole sollievo.Traumi. Nei colpi di frusta, per esempio, gli organi detti “pieni” come il fegato o i reni, subiscono delle forze di pressione tali da creare delle restrizioni o peggio fissazioni, che come detto possono creare disturbi nell’organo nella sua fisiologia, e che si ripercuotono sui normali movimenti globali del corpo.</p>
<p>Tecniche utilizzate<br />
Le tecniche che si utilizzano in osteopatia viscerale sono diverse nei principi dalle altre tecniche usate negli altri approcci. Le forze che vengono applicate sono spesso lievi e completamente differenti.Si va dalle tecniche di drenaggio/pompaggio emo-linfatico, per migliorare il deflusso del sangue venoso e della linfa in organi come il fegato e la milza quando questi sono in uno stato di congestione.Tecniche di stiramento: quando troviamo un organo cavo, come ad esempio l’intestino, che presenta spasmo della sua parete in seguito a stati come irritabilità e stipsi.<br />
Tecniche di rilascio fasciale: utili per permettere un approccio in una situazione di maggiore dolorabilità, in situazioni in cui le membrane che avvolgono il viscere risultano molto tese, o per trattare delle cicatrici che presentano aderenze. Tecniche di recoil: sono tecniche che attraverso l’utilizzo di forze elastiche, permettono ai visceri di riacquisire la loro normale mobilità in seguito a un trauma da contraccolpo, come accade nei colpi di frusta, o nelle cadute.</p>
<p>Facciamo un esempio pratico<br />
Se una persona soffre con l’intestino, potrebbe arrivare lamentando un dolore di tipo lombo-sacrale o sciatico, se la “disfunzione primaria” è quella intestinale trattando l’intestino si ottiene una remissione della sintomatologia lombo sciatalgica.<a href="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2014/03/osteopatia_moving_frosinone.jpg"><img src="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2014/03/osteopatia_moving_frosinone.jpg" alt="osteopatia_moving_frosinone" width="300" height="206" class="aligncenter size-full wp-image-386" /></a></p>
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		<title>Benefici del metodo Mezieres</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 12:42:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi può trarre benefici da un trattamento Mézières? Tutte le persone che cercano un trattamento personalizzato, adattato al proprio caso. Non si tratta di un sintomo generale, ma si cura il &#8220;caso personale&#8221; e unico d&#8217;ogni paziente. Si possono anche trattare giovani di 7/8 anni se hanno abbastanza attenzione. Con i pazienti della 3a e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chi può trarre benefici da un trattamento Mézières?</p>
<p>Tutte le persone che cercano un trattamento personalizzato, adattato al proprio caso. Non si tratta di un sintomo generale, ma si cura il &#8220;caso personale&#8221; e unico d&#8217;ogni paziente. Si possono anche trattare giovani di 7/8 anni se hanno abbastanza attenzione. Con i pazienti della 3a e 4a età (anche con più di 80 anni) si ottengono dei risultati eccezionali per quel che riguarda dolori reumatici, nevralgie, mal di schiena, rigidezza articolare, disturbi circolatori, artrosi, ecc.. Infine, tutti coloro che hanno già sperimentato molte terapie senza avere degli effetti positivi e che hanno perso quasi del tutto le speranze d&#8217;essere sollevati dai loro dolori. Queste persone sono spesso i migliori ambasciatori del metodo Mézières.(4)<br />
metodo MézièresNon vogliamo lasciar credere che la terapia &#8220;Mézières&#8221; sia la panacea universale (essa ha i suoi limiti e le sue controindicazioni), ma solamente vogliamo sensibilizzare il pubblico ad un approccio di &#8220;buon senso&#8221;. Se certe volte i trattamenti puntuali e locali sono necessari o sufficienti, generalizzarli appare di un&#8217;efficacia ingannevole o nefasta a lungo termine. In una parola, tagliare le persone &#8220;a fettine&#8221; non è sempre augurabile. Occorre sapere che non è sufficiente mettere uno spessore sotto un piede (come ad un comune armadio) per risolvere un problema statico. Occorre sapere che non è sufficiente prescrivere un busto (che tuttavia in rari casi è necessario) per risolvere un problema lombare, o meglio ancora consigliare a un persona affetta da lombalgia di cambiare mestiere.(2) Non si tratta una cervicalgia, ma una persona che soffre alla regione cervicale. Questa evidenza, troppo spesso dimenticata, è un fattore supplementare nella riuscita di un trattamento.<br />
La chinesiterapia ha visto, in questi ultimi anni, la qualità e il livello dei suoi studi sensibilmente migliorati. Paradossalmente la tendenza attuale della professione sembra orientarsi verso delle specializzazioni di alto contenuto tecnico con uso di apparecchiature sofisticate. Malgrado ciò, il largo ventaglio di conoscenze acquisiste può permettere la scelta alternativa delle terapie &#8220;globali&#8221;.<a href="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez.jpg"><img src="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez-300x248.jpg" alt="mez" width="300" height="248" class="aligncenter size-medium wp-image-732" /></a></p>
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		<title>Ginnastica posturale Mezieres</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 12:38:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Laviola]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il metodo Mézières fu inventato nel 1947 in Francia da una fisioterapista chiamata Françoise Mézières. Postura_squadra_supina.jpgL&#8217;approccio Mézierista in via schematica consiste prima di tutto nel normalizzare secondo alcuni criteri la forma (struttura) di un corpo, sapendo che è essenzialmente tramite il gioco di retrazione e raccorciamenti muscolari (più spesso nella parte posteriore dell&#8217;abito muscolare) che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il metodo Mézières fu inventato nel 1947 in Francia da una fisioterapista chiamata Françoise Mézières.<br />
Postura_squadra_supina.jpgL&#8217;approccio Mézierista in via schematica consiste prima di tutto nel normalizzare secondo alcuni criteri la forma (struttura) di un corpo, sapendo che è essenzialmente tramite il gioco di retrazione e raccorciamenti muscolari (più spesso nella parte posteriore dell&#8217;abito muscolare) che si manifestano i dismorfismi (scoliosi, iperlordosi, cifosi, ginocchio varo o valgo, cancellazione delle curve, ecc).<br />
Riassumendo, se la forma di un corpo è deformata la funzione che ne consegue è falsata.<br />
Se vi sono disarmonie morfologiche vi saranno compensi e/o cattive sinergie, quindi potenzialità di patologie e di dolore.<br />
Vi è un&#8217;assoluta complementarità fra il metodo Mézières e l&#8217;osteopatia. Stesso approccio/contatto del paziente (ossa, viscere, fasce, muscoli).</p>
<p>    (1) Il movimento è la vita, tutte le strutture anatomiche sono in movimento le une in rapporto con le altre<br />
    (2) La struttura determina la funzione<br />
    (3) L&#8217;omeostasi che è la capacità dell&#8217;organismo di riequilibrarsi e di autoripararsi.</p>
<p>Molte volte il male è distante dal posto di origine, quindi non bisogna confondere la causa del male ed il sintomo! (4) Una storta della caviglia mal curata, che lascia come conseguenza, per esempio, una limitazione nell&#8217;ampiezza della flessione, dovrà compensarsi ad ogni passo:</p>
<p>    in alcuni soggetti al ginocchio, che dovrà tendersi un po&#8217; di più e forzare i legamenti generando così un dolore,<br />
    in altri all&#8217;anca, i cui tessuti non potranno più sopportare la compensazione (dolore all&#8217;inguine),<br />
    in altri ancora, in fondo alla colonna vertebrale (articolazione sacro-iliaca) che si troverà &#8220;sfregata&#8221; &#8220;forzata&#8221; ad ogni passo posteriore, tirando i legamenti e provocando a volte lombalgie resistenti a qualunque trattamento locale,<br />
    un gran numero di altre compensazioni potranno farsi in zone a volte le più inattese.</p>
<p>Una regione dorsale e toracica può trovarsi irrigidita, e così privata della sua mobilità fisiologica, a causa di una respirazione troppo corta (generata da uno stato di ansietà o d&#8217;inquietudine permanente), per delle posizioni nel lavoro d&#8217;ufficio eccessivamente fisse, per un vecchio trauma alla schiena, per un certo &#8220;comportamento&#8221; rigido, per un&#8217;artrosi che &#8220;inchioda&#8221; un poco alla volta la regione dorsale.<br />
Così, ogni volta che occorrerà guardare indietro, fare una manovra di parcheggio tra due macchine, prendere un foglio dietro di sé in ufficio, ecc&#8230;, la quantità di movimenti necessari dovrà essere effettuata in gran parte dalla colonna cervicale, dalla regione lombare, dalle spalle, e molto poco dalla colonna dorsale poiché quasi bloccata.<br />
Se l&#8217;organizzazione compensatrice si ripartisce male, le cervicali dell&#8217;uno si troveranno sovraccaricate di lavoro e molto rapidamente doloranti (cervicalgie, torcicolli), le lombari dell&#8217;altro dovranno operare in un lavoro per il quale non hanno una vocazione primaria e potranno &#8220;bloccarsi&#8221; in occasione di un cosiddetto &#8220;falso movimento&#8221;, le spalle di un altro ancora dovranno &#8220;forzare&#8221; e, a seconda della loro suscettibilità, potranno generare dei fenomeni infiammatori cronici (peri-artrite, tendinite) (2).<br />
Si constata così che molto spesso il dolore appare in zone di compensazione e che il vero male resta nascosto nell&#8217;ombra, senza manifestarsi.</p>
<p>    &#8220;il male non è mai là dove si manifesta&#8221;, dixit Mézières.</p>
<p>Risulta così evidente la ingenuità e la stupidità di una terapia che si rivolge unicamente ai sintomi nel quadro di una patologia cronica. Ed anche nei casi acuti, la vera causa delle vostre lombaggini o torcicolli si trova in parti diverse dalle lombari e cervicali.<br />
È nostro compito trovarle!(2).<br />
Molte volte un&#8217;analisi biomeccanica del genere non è possibile: il gioco dei compensi è così complesso che diventa impossibile risalire alla causa primaria. Allora l&#8217;unica guida rimane la forma la cui normalizzazione, attraverso i parametri delle &#8220;belle linee&#8221;, rappresenta l&#8217;unica strategia nei casi più intricati. E&#8217; al raggiungimento di una forma migliore che mira il trattamento Mezieres, attraverso un lavoro strutturale fatto di posture (cioè di stiramenti), di movimenti articolanti, del &#8220;disfare&#8221; (in cui si fanno funzionare determinati gruppi muscolari senza le &#8220;cattive sinergie abituali&#8221;)(3).<br />
I principi del metodo sono semplici e logici. Ma l&#8217;attualizzazione pratica di un trattamento Mézières è molto più difficile da realizzare! Un trattamento Mézières richiede, da parte del terapista, una grande precisione ed esige un&#8217;osservazione rigorosa e minuziosa di tutto il corpo nei suoi svariati comportamenti adattativi(4).<br />
Il problema è di poter correggere la lesione principale, che è la causa dello stato del paziente, partendo dai molteplici dismorfismi e dolori di quest&#8217;ultimo, correggendo uno dopo l&#8217;altro in senso inverso i diversi adattamenti. Spesso, le lesioni principali scompaiono da sole, quando i differenti adattamenti si fissano con delle conseguenze ancora più gravi di quelle che erano state provocate dalle lesioni iniziali. Di conseguenza queste possono divenire delle lesioni principali e così di seguito&#8230;.. Il mezierista diventa un terapista investigatore!</p>
<p>Svolgimento di un trattamento Mézières:</p>
<p>    SCOPO: &#8211; allentare le tensioni muscolari &#8211; ridare la lunghezza originale ai muscoli accorciati<br />
    MEZZI: &#8211; mettendo il paziente nelle posizioni di stiramento globale, esercitando una<br />
    trazione continua e simultanea alle estremità delle catene muscolari ed impedendo, nel limite del possibile, le compensazioni &#8211; adattamenti (chiamate anche imbrogli).<br />
    Queste posizioni globali e totali devono essere tenute con grande rigore e per un tempo abbastanza lungo (a differenza dello stretching) e associate ad un lavoro d&#8217;espirazione che combatte le lordosi ed allunga il diaframma, anch&#8217;esso un muscolo molto importante per la statica.<br />
    Questo lavoro d&#8217;espirazione è un metodo supplementare e potente per intensificare la tensione delle differenti catene muscolari accorciate(4).<br />
<a href="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez.jpg"><img src="http://movingfrosinone.it/wp-content/uploads/2017/10/mez-300x248.jpg" alt="mez" width="300" height="248" class="aligncenter size-medium wp-image-732" /></a></p>
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