FREQUENZA CARDIACA E DIMAGRIMENTO

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Prima di parlare della frequenza cardiaca ideale per dimagrire, è essenziale illustrare due concetti chiave:

a) il cardiofrequenzimetro è uno strumento in grado di rilevare la frequenza cardiaca. Questo parametro è in stretta relazione con l’intensità dell’esercizio. Durante uno sforzo fisico per permettere un maggiore apporto di nutrienti e di ossigeno ai muscoli le pulsazioni del cuore aumentano. Tanto più lo sforzo è intenso, tanto più le pulsazioni salgono.
b) i carboidrati, detti anche glucidi o zuccheri, sono il carburante più efficace, in grado di portare la macchina umana ai massimi livelli prestativi;
a parità di peso, i lipidi apportano più energia degli zuccheri in termini assoluti (9 Kcal/g contro le 4 dei carboidrati), ma non in termini relativi, perché maggiore è la quantità di ossigeno necessaria per generare questa energia. Ne consegue che il carburante lipidico produce livelli prestativi inferiori a quelli generabili con l’utilizzo degli zuccheri.
QUINDI:
1) se vogliamo essere in grado di bruciare grassi a scopo energetico dobbiamo prima di tutto preoccuparci di aumentare la quota di ossigeno che arriva ai muscoli.
2) intensità: il consumo calorico per km della camminata veloce con pendenza relativa è molto simile a quello per km della corsa svolta al massimo delle proprie possibilità; ciò che cambia, in questi casi, è soltanto la miscela di carburanti utilizzata: più ricca di grassi nel primo caso e più ricca di zuccheri ed amminoacidi nel secondo.Nell’esempio abbiamo parlato di chilometraggio, non di tempo. “Se in palestra abbiamo solo un’ora per allenarci, faremo più chilometri camminando a bassa o ad alta intensità? La risposta, ovviamente, è scontata.Ma allora, se in questo arco di tempo il nostro individuo da 100 kg percorre tre km in più, per quanto detto brucia anche 300 KCal in più , che per le leggi della termodinamica si rivelano di indubbia utilità per dimagrire.

3)un terzo elemento, poco conosciuto, che spiega come mai la frequenza cardiaca per dimagrire debba comunque essere impegnativa, è il debito di ossigeno. Al termine di un esercizio fisico le attività metaboliche non ritornano immediatamente al loro livello di riposo, ma necessitano di un tempo più o meno lungo a seconda dell’intensità e della durata dell’esercizio. Più lo sforzo è stato impegnativo e tanto più questo periodo è lungo. In pratica, quindi, stiamo sottolineando come il soggetto continui a bruciare più calorie del normale anche per un certo periodo dal termine dell’esercizio, periodo che sarà tanto più lungo quanto più intenso e duraturo è stato lo sforzo che l’ha preceduto.

Sarà consigliato un programma alimentare e di esercizio fisico personalizzato per ogni soggetto perché sia conseguito l’obiettivo: Il miglior risultato nel rispetto della salute.
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